Quando con il mio compagno abbiamo deciso che avremmo girato la Scozia senza macchina, ci siamo scontrati online con molte persone che lo sconsigliavano vivamente o comunque con la carenza di articoli a riguardo. Eppure con un po’ di pianificazione la Scozia si esplora benissimo sfruttando i mezzi locali.
L’itinerario che vi racconto tocca quattro tappe principali: Glasgow, Oban, Inverness e Edimburgo, spostandosi in treno, bus e tour organizzati. Vi dico subito la cosa più importante: prenotate i tour in anticipo, soprattutto quelli in giornata verso le isole e le Highlands.
Cosa tenere a mente se viaggiate senza auto
Il viaggio è possibile, ma richiede un approccio diverso dalla classica road trip. Alcune cose che ho imparato:
- I treni sono essenziali. ScotRail collega tutte le città principali. I biglietti si comprano online e costano meno se acquistati in anticipo.
- I tour organizzati sono i vostri alleati per le aree rurali. Glencoe, Skye, Staffa, Loch Ness, tutto questo è accessibile grazie a tour in giornata. Non sono la stessa cosa che guidare in autonomia, ma spesso i driver diventano guide e le fermate sono ben scelte.
- Prenotate tutto prima. I tour più belli si esauriscono con settimane o mesi di anticipo, specialmente in agosto.
- Mettete in conto i tempi. Alcuni spostamenti sono lunghi. Considerateli come parte del viaggio, i treni scozzesi attraversano paesaggi che varrebbero già il prezzo del biglietto.
Glasgow: il nostro punto di partenza
Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta della Scozia da Glasgow. Arrivando da Edimburgo, abbiamo dedicato alla visita della città parte del primo giorno, ma soprattutto il secondo giorno pieno.
Il City Centre Mural Trail è gratuito, si fa a piedi e regala una galleria d’arte a cielo aperto che dice molto sulla personalità della città. Le Glasgow City Chambers in George Square sono visitabili gratuitamente e il loro interno è una piccola bomba barocca che nessuno si aspetta. Se avete bisogno di aria e verde, il Pollok Country Park è raggiungibile in bus e ospita anche la collezione Burrell, uno dei musei più sottovalutati del paese.
Per chi viaggia senza auto, Glasgow è anche il nodo logistico perfetto: da qui partono i treni per Oban e i tour verso le Highlands.
Nerd allacciatevi le cinture: Glenfinnan, Glencoe e Loch Lomond
Il terzo giorno ho prenotato un tour in pullman di dodici ore con Discover Scotland Tours che ancora adesso mi sembra uno dei migliori investimenti del viaggio.
Si parte da Glasgow e la prima tappa è Luss, un villaggio sul bordo del Loch Lomond dove ci si ferma per la colazione con vista sul Ben Lomond dall’altra parte dell’acqua. È un inizio tranquillo, mentre il paesaggio diventa sempre più selvaggio man mano che si sale verso nord.
Si attraversa il Rannoch Moor, una delle distese più remote della Scozia: torbiere, specchi d’acqua, montagne lontane e nessun segno di presenza umana per chilometri.
Poi arriva Glencoe. La valle si apre all’improvviso, larga e silenziosa, con le cime che incombono da tutti e due i lati e le cascate che scendono tra le rocce. La guida ci racconta il massacro del 1692, quando le truppe governative si rivoltarono contro il clan MacDonald che le ospitava e da quel momento il paesaggio prende una nota malinconica. Se siete fortunati potrete anche adocchiare una turf house, la tipica abitazione in torba che dava riparo alle centinaia di persone che un tempo vivevano in questa valle.
La tappa più attesa (almeno per me, da brava nerd) è Glenfinnan: il viadotto a 21 archi, quello su cui nei film di Harry Potter vediamo transitare l’Hogwarts Express. Se scegliete di venire qui con un tour, assicuratevi che il passaggio sia garantito (il treno opera solo in stagione e le condizioni possono variare). Sotto il viadotto si trova anche il Monumento di Glenfinnan, al punto in cui Bonnie Prince Charlie alzò il gonfalone giacobita nel 1745, e in fondo al Loch Shiel, riconoscibile come il Lago Nero nei film di Harry Potter. Quindi, se siete amanti della serie, non potete perdervi queste tappe.
Proseguendo, il tour tocca anche Fort William, ai piedi del Ben Nevis, e rientra a Glasgow nel tardo pomeriggio passando di nuovo per il Loch Lomond.
Se vi interessano solo alcune tappe qui elencate, riuscireste tranquillamente ad organizzarlo anche raggiungendole in autonomia con i mezzi pubblici, ma se come noi eravate interessati a scoprirli tutti, un tour organizzato può essere la soluzione.
Gli orari di passaggio sul viadotto (stagione piena, giugno–settembre) sono indicativamente:
- mattina: ~10.45–11.07 (treno da Fort William parte alle 10.15)
- pomeriggio: ~15.15 (treno da Fort William parte alle 12.50)
- più i due passaggi di ritorno da Mallaig
Per verificare gli orari esatti la fonte ufficiale è il sito di West Coast Railways.
Oban: il porto che sa di sale e whisky
Da Glasgow a Oban ci vogliono circa tre ore e dieci di treno, e il viaggio è già parte dell’esperienza.
Oban è una cittadina portuale tranquilla, perfetta per due notti. Abbiamo passeggiato fino a Dunollie Castle lungo la costa e siamo saliti fino a McCaig’s Folly (un colosseo incompiuto in cima alla collina che regala una vista panoramica sulla baia). Non perdete una visita alla Oban Distillery, che si trova nel centro città.
Da qui potete inoltre optare per un tour delle caratteristiche isole circostanti, con la possibilità di ammirare i puffins, i tipici uccelli marini di queste zone. La prima cosa da tenere bene in considerazione se volete vedere i Puffins è il periodo, che va da maggio a fine luglio/inizio agosto: sono i mesi della nidificazione.
L’isola di Staffa
Il quinto giorno noi abbiamo optato per un tour in barca di circa sei ore verso l’Isola di Staffa, un pezzo di basalto esagonale uscito dal mare come se qualcuno lo avesse costruito. La Grotta di Fingal, enorme, buia, con il rumore dell’acqua che rimbalza sulle colonne di pietra, dona uno scenario quasi surreale. Purtroppo non mi sono goduta appieno questa gita perché l’acqua era molto mossa e sono stata male. Tenete in considerazione questo aspetto se pensate di poter patire come me e partite attrezzati.
Noi ci siamo affidati a Staffa Tours , ma potete scegliere tra diverse possibilità quella più in linea con le vostre esigenze.
Inverness e il mito di Loch Ness
Il tratto Oban–Inverness è il più lungo degli spostamenti (sette/otto ore, con un cambio), ma Inverness ricompensa l’arrivo. È una città piccola, a misura d’uomo, con il Victorian Market coperto, la cattedrale rosa sul fiume e un castello che domina il centro storico.
Il giorno dopo ci siamo dedicati ad un tour di Loch Ness e Isola di Skye.
La prima tappa è il Castello di Eilean Donan, uno dei castelli più fotografati di Scozia: una fortezza del XIII secolo su un isolotto di marea, circondata da montagne. Ci si ferma al belvedere sul lago, non c’è tempo per entrare, ma la vista dall’esterno vale già la sosta.
Poi si attraversa il Ponte di Skye e si entra sull’isola. A Portree, l’adorabile capoluogo, ci sono una mezz’ora abbondante per una passeggiata fino alle famose case color pastello sul porto, un caffè, o qualche acquisto.
L’Old Man of Storr, un pinnacolo di roccia di 50 metri, si vede dal belvedere dei laghi sottostanti. Le foto non rendono la maestosità del luogo. Stessa cosa per Kilt Rock, una spettacolare cascata di 60 metri che scende direttamente in mare.
Prossima tappa: Fairy Pools. Vi renderete subito conto del perchè si creda che lungo questo fiume vivano le fate: il luogo è davvero magico, con il fiume che si insinua nella valle creando anse, cascatelle, piccole pozze rotonde e perfette, ai piedi dei nebbiosi monti Black Cuillins, dove il fiume Brittle ha origine.
Il rientro passa per Loch Ness e le rovine del Castello di Urquhart, viste dall’alto. Il mostro non si è fatto vedere, ma magari voi sarete più fortunati.
Per chi vuole aggiungere qualcosa: i dintorni di Inverness includono anche il Culloden Battlefield, il campo della battaglia del 1746 che ha segnato la fine del sistema dei clan scozzesi. Io lo consiglio vivamente.
Tre giorni nella magica Edimburgo
Il treno Inverness–Edimburgo dura circa tre ore e tre quarti. Dividerei le cose da visitare in questo modo:
Il Cuore Storico: The Old Town & The Royal Mile
Questa è la colonna vertebrale della Edimburgo medievale. La Royal Mile taglia in due la Old Town e collega il Castello al palazzo reale.
• Castello di Edimburgo: Arroccato su un vulcano spento, domina la città. È il punto di partenza perfetto (e ideale per la prima mattina).
• Camera Obscura and World of Illusions: Si trova proprio a due passi dal castello. È un museo interattivo di illusioni ottiche con una vista panoramica pazzesca sulla città grazie alla sua storica camera oscura.
• The Royal Mile & Canongate: La discesa lungo questa celebre via storica ti permetterà di scoprire vicoli nascosti. La parte finale della via prende il nome di Canongate, una zona ricca di storia che conduce fino a Holyrood.
• National Museum of Scotland: Poco distante dal Royal Mile, questo museo gratuito è immenso e stupendo. Spazia dalla storia scozzese alla scienza.
Mistero, Magia e Angoli Instagrammabili
Un settore dedicato all’anima più gotica e a quella più fiabesca della città, tra leggende di Harry Potter e scorci d’altri tempi.
• Greyfriars Cemetery: Un antico cimitero monumentale famoso non solo per la storia del fedele cagnolino Bobby, ma perché tra le sue lapidi J.K. Rowling ha trovato l’ispirazione per i nomi di diversi personaggi di Harry Potter (come Thomas Riddell/Voldemort e McGonagall).
• Dean Village & Stockbridge: per scoprire una Edimburgo meno turistica. Dean Village è un antico villaggio di mugnai lungo il fiume Water of Leith che sembra uscito da una fiaba. Da lì, una piacevole passeggiata nel verde ti porta a Stockbridge, un quartiere bohémien pieno di caffè indipendenti, negozietti vintage e un’atmosfera molto rilassata.
I Grandi Panorami & Holyrood
Edimburgo è costruita sulle colline, e queste tappe uniscono la natura scozzese a panorami mozzafiato sulla città e sul mare.
• Palazzo di Holyroodhouse (e area di Holyrood): Situato alla fine del Royal Mile, è la residenza ufficiale della famiglia reale in Scozia.
• Arthur’s Seat e Holyrood Park: Proprio dietro il palazzo si estende questo enorme parco selvaggio. Arthur’s Seat è la vetta del vulcano spento: la camminata per salire richiede scarpe comode, ma da lassù si gode di una vista a 360 gradi che ripaga di ogni sforzo.
• Calton Hill e il National Monument: Un’altra collina, molto più facile da scalare e situata alla fine di Princes Street. È famosa per i suoi monumenti in stile classico (tra cui il National Monument, rimasto incompiuto e simile al Partenone) ed è il posto perfetto in assoluto per godersi il tramonto.
Hai fatto anche tu il giro della Scozia senza auto? Raccontami com’è andata nei commenti.


